Come disegnare un CV

CV in formato europeo: anche questa convenzione è saltata.

Quel modo di compilare il CV costringeva chi avesse più di un paio d’esperienze ad usare caratteri microscopici. Perchè, ci veniva detto, chi legge il nostro CV si annoia dopo 2 pagine.

La tentazione di infischiarsene di che cosa suggeriva qualcuno chiuso nel suo ufficio è diventata un’onda attiva. Insomma tanti, ognuno a suo modo e senza coordinamento, hanno detto basta alle paginette sciape, tutte uguali, in cui anche Picasso o Jung sarebbero stati costretti a inseriere anche passatempi e sport praticati.

Ci sono milioni di CV in giro, la concorrenza è alta. Si parla tanto di eccellenza e poi si cerca di far stare tutti nei limiti fissati chissà da chi.  Perchè? Così, si saranno detti i migliori, urge attirare l’attenzione. Non esiste una manuale how to che non lo sottolinei. Occorre essere originali, nei modi e nei tempi del nostro quotidiano e della normativa vigente, ovvio.

Cioè, ad esempio: se è richiesto un CV scritto in formato europeo, va presentato un CV scritto in formato europeo. Magari accompagnato dalla nostra “trovata”, fermo restando il fatto che è utile a noi per primi fornire un nostro profilo chiaro, preciso e sintetico.

Può aiutarci l’infografica, tecnica di comunicazione per cui i dati vengono organizzati e presentati attraverso grafici, immagini, timeline, disegni ed organigrammi.

Chi ha già seguito le mie lezioni o comunque mi conosce sa che parlo a ragion veduta. Da sempre sono una grande utilizzatrice di schemi, time line, grafici, scalette e “alberi”.

Varie parti dei miei libri “La Chiave del Cinema DUE“, “La Chiave del Cinema“, “Tutta un’altra storia (la scrittura creativa in pugno)” sono costruite così.

Prendete spunto.

Immaginate di inserire le vostre esperienze su una time line, magari usando la struttura standard.

Il climax è il lavoro che vorreste trovare.

Quali sono i turning point?

Il risultato sarebbe un CV ad immediato impatto visivo.

QUALI SONO LE VOSTRE soft skills?

Usate un grafico a “torta” per raccontarlo.

Le skills sono le vostre attitudini, capacità, talenti.

Il portfolio inoltre è determinante, visto che operiamo nell’ambito dell’arte e della creatività. Video, immagini fotografiche, (possibilmente) nostri brani musicali: vanno montati e resi fruibili. Attenti al diritto d’autore vostro e degli altri: aggiornatevi perchè ogni giorno c’è qualcuno che mette o toglie una regola.

Se siete pigri e/o non avete nulla da dimostrare in termini di grafica, siccome non è il vostro obiettivo di lavoro, in rete esistono siti come Re.vu e Vizualize.me che permettono di costruire grafici facilmente e in modo intuitivo.

Entrambi i siti sono in grado di estrapolare i nostri dati  direttamente dall’account (chi ce l’ha) di LinkedIn e creare un profilo in automatico. Il risultato può essere stampato oppure caricato sullo stesso LinkedIn ma anche su Twitter e Facebook.

Però, esercitarsi nell’ambito della messa in forma, soprattutto a voi che siete allievi d’Accademia, non fa male.

Anche perchè tutti i nostri dati personali inseriti in rete fanno arricchire gli altri ma impoveriscono la nostra libertà.

Faccio un esempio: quando i negozi avranno applicato al 100% le informazioni che arrivano dagli utenti connessi sui gusti personali di acquisto, non credete sia probabile un mondo in cui sugli scaffali si trovi solo quello che la maggior parte della gente vorrebbe comprare?

Brivido.

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