Le cose cambiano. Distribuzione Indipendente!

di Fernanda Moneta

ghostmakerIl sistema dell’industria culturale ha raggiunto il punto di non ritorno.

In ambito cinematografico, ad esempio, tra poco meno di due anni tutte le sale cinematografiche europee passeranno al digitale.

Cambia il supporto su cui si producono e si distribuiscono i film. Ma cambiano anche il sistema di produzione e di distribuzione dei film?

Dipende da noi.

Con il passaggio al digitale, oggi, in questo preciso istante, proprio noi, ci stiamo giocando il futuro dell’industria culturale, di cui il cinema (l’audiovisivo) fa parte. Con la convergenza mediatica cambiano i costi e i sistemi di produzione e distribuzione. Grazie al flusso di contenuti digitali si azzera l’importanza dei supporti, tutti i media si fondono in uno solo: 0/1.

Siamo nell’epoca del placeshifting e del timeshifting, decidiamo noi dove e quando guardare i contenuti mediali. Queste due tendenze sono incoraggiate dalle nuove scoperte in ambito iTech, i famosi companion device, e cioè i cosiddetti “schermi di accompagnamento” (ad esempio smartphone e tablet) che ci permettono una fruizione che si adatta al nostro stile di vita, affiancandosi al classico schermo televisivo.

Ma anche i contenuti cambiano e non parlo di argomenti trattati al posto di altri, di questo stile o quest’altro. Parlo della sostanza della struttura narrativa, che è diventata transmediale. Per quel che riguarda la struttura orizzontale, ad esempio si allungano i tempi narrativi: vedi i film di 5 ore prodotti per il largo pubblico, le varie trilogie, gli infiniti “Harry Potter”, le estensioni, etc. Ma anche la struttura verticale si intensifica ed espande, con le sue citazioni, connessioni, cortocircuiti, slittamenti, etc.

Il digitale non è semplicisticamente un nuovo supporto per fare film. Il digitale non è un nuovo pensiero, è un nuovo tipo di cervello.

Ci sono quelli che l’hanno capito.

Tra gli esperimenti in atto, uno da segnalare è G Movie: coraggioso soprattutto perchè agisce nel mondo imprenditoriale in un momento in cui fare impresa è difficilissimo. Si tratta di un esperimento di imprenditorialità affettiva, al momento il territorio più aperto alle sperimentazioni. Questo modo di fare impresa si pone come obiettivo il fatto di creare engagement, coinvolgimento emotivo e cooperazione nel suo pubblico, che si fa testimonial, partigiano dell’impresa stessa. Un esempio chiaro di questo modo di operare è stato uno dei più recenti spot della Fiat in cui si faceva leva sullo spirito nazionalistico, proprio quando si festeggiavano i 150 anni dell’unità d’Italia. Per inciso, io l’ho trovato strepitoso, mentre non apprezzo quello che va in onda in questo momento. Sono perlappunto reazioni emotive come queste che chi fa inprenditorialità affettiva intende sollecitare.

Concretamente, G Movie è un dvd distribuito gratuitamente (modello free press) che contiene un intero film, ma potrebbe contenere anche e-book, musica e testi di diverso genere. Il design della copertina vuole suggerire la collezionabilità.

G Movie è stato ideato e sviluppato da Laboratorio Bizzarro Edizioni e prodotto da Distribuzione Indipendente, che da un po’ di tempo si sta battendo per cambiare le regole del gioco della distribuzione cinematografica in Italia.

Non credo sia un caso, il fatto che il primo film in uscita con G Movie sia The Ghostmaker: storia di una macchina in grado di scindere lo spirito dal corpo creando fantasmi.

Ispirato a Linea Mortale (Flatlines) di Joel Schumaker, The Ghostmaker è un buon film di genere scritto e diretto da Mauro Borrelli, classe 1961, da oltre dieci anni negli Stati Uniti dove ha collaborato come concept artist per Tim Burton,  Francis Ford Coppola, Terry Gilliam e Bernardo Bertolucci.

Il film è così ben riuscito che nonostante il fatto che sia in americano con sottotitoli è perfettamente comprensibile e coinvolgente.

Il film viene distribuito in Italia in 20.000 copie. Roma e Bologna, le città pilota, ma l’obiettivo è coprire il territorio nazionale. I canali di distribuzione sono: cinema,  librerie specializzate e non, ristoranti, teatri, locali pubblici, gallerie d’arte e la pizzeria a  domicilio più capillare del Lazio. Personalmente, ho usato proprio quest’ultimo canale di distribuzione: il dvd è arrivato in un tempo sorprendente.

Apri la copertina del dvd e, bello come il sole, spicca il bollino Siae.

“La SIAE per rilasciare il bollino viene pagata secondo i criteri dati dal suo regolamento. – dice Vera Usai per Distribuzione Indipendente – Inoltre ai detentori dei diritti è stato pagato un forfait per lo sfruttamento del film su G Movie”.

L’argomento del compenso agli autori e/o a chi detiene i diritti sull’opera è sempre un ambito difficile quando si tratta di free press. Per questo, sorprende favorevolmente il fatto che Distribuzione Indipendente lo abbia tenuto in conto.

Questo prodotto è un promo di lancio, in nessuna attività si possono avere profitti alla “prima”. Ma – continua Vera Usai –, costi alla mano, il progetto è sostenibile. Ovviamente tutto dipende dalla volontà e dalla lungimiranza degli sponsor”.

Giusto, gli sponsor. Sono loro che (in un mondo ideale) dovrebbero sostenere i costi di imprese culturali. Lo prevede anche l’attuale normativa italiana.

Da parte loro, supportando progetti come G Movie hanno il vantaggio di poter far arrivare direttamente ad un pubblico mirato il proprio materiale informativo. Facebook, ad esempio, lavora su questo. Ma non si vive di sola Facebook.

Le cose cambiano, è sempre vero. La direzione che prendono, però, dipende da tutti noi, sponsor compresi. Davvero volete che il successo del vostro negozio, della vostra impresa, dipenda solo dalle “manine” di un unico social network? Riflettiamoci tutti.

Tutti i punti di distribuzione di G Movie sono elencati sui siti http://www.distribuzioneindipendente.it e http://www.laboratoriobizzarro.com.

2 commenti

  1. Flavia G. · · Rispondi

    Volevo segnalare che i sottotitoli (in italiano) ci sono, basta attivarli. C’è scritto anche sul disco 🙂 Ho trovato G Movie a Bologna, operazione interessantissima, spero escano presto altri film.

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    1. Vero, sul dvd c’è scritto “con sottotitoli in italiano”, ma (almeno nella copia che ho io) non esiste modo di attivarli.
      Ma poco conta: il film piace lo stesso.

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