Buona festa a tutte le donne, alle ragazze e alle bimbe.

Oggi é una di quelle giornate particolari in cui tutti vogliono apparire migliori di quello che sono.

I fidanzati e i mariti con le fidanzate e con le mogli (spesso lo stesso uomo le ha entrambe) si lavano la coscienza con un sms, un mms, una facebookkata o un messaggio su whatsapp.

I classici si presentano con l’allergenizzante mimosa.

E coinvolte in questo gioco sociale, ci dimentichiamo che quei galanti one day only sono gli stessi che ci rubano il posto in metro, sui bus, in fila alla segreteria, al supermercato, che in casa non lavano mai il bagno. I peggiori sono quelli che ci scippano la borsetta.

Sono gli stessi che l’occhio comune decodifica, trovandosi di fronte un uomo anzianotto magari con la panza e di contro una giovane donna, dando per scontato che dei due, lui sia quello competente. In tutto, tranne che in fatti attinenti la maternitá.  Lui é l’avvocato, voi la segretaria,  lui il professorone honoris panza e voi l’assistente, lui il dottorone e voi la giovane infermiera, lui il grande (grosso, sarebbe meglio) regista e voi un’abusiva del set. Signore e signorine, state attente ai mazzi di mimose acquistati per strada, quasi come se questi signori ci fossero inciampati sopra. Meglio il rispetto vero, rapporti sani, sereni e onesti.

Il vostro valore di esseri umani nessuno puó valutarlo, solo voi.

Fate squadra con persone dalla mente sana, con preconcetti diversi da quelli che fanno di voi al massimo una Cenerentola da scoprire e incoronare, al minimo una vittima da sacrificare sull’altare di una deità ignota ai più, dopo uno stupro collettivo.

Cercate bene tra gli uomini intorno a voi, anche tra quelli che non hanno vergogna di esprimere il proprio lato femminile.

Io personalmente qualche rapporto sano e costruttivo sono riuscita a crearlo. Basato sul rispetto reciproco. Contrariamente a quello che i social ci vogliono indurre a credere, noi esseri umani non abbiamo alcun interesse ad avere centinaia di contatti, followers o simili. Impariamo a selezionare i nostri amici non solo sulla base di quello che piace, ma soprattutto sulla base del rispetto dimostrato verso altre persone diverse anche nei gusti. Si chiama tolleranza, ma è qualcosa di più. È vedere l’essenza della persona andando oltre la sua apparenza. Troppo difficile? Serve esercizio. Per quanto breve, la vita é sempre lunga abbastanza per fare questa esperienza.

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