Con un gap di 40 anni la saga originale di Star Wars su grande schermo in Cina.

STARWARSHKLo Shanghai International Film Festival ha mostrato tutti gli episodi della celeberrima saga fantascientifica Star Wars ideata da George Lucas. I film sono stati anche proiettati in altre sale della Mainland.

Quando il primo film della serie, che all’epoca non aveva effetti speciali digitali, si intitolava semplicemente Star Wars e che soltanto in un secondo momento grazie ai prequel e ai sequel è stato reintitolato Episodio IV Una Nuova Speranza, uscì nei cinema occidentali, la Cina usciva da uno dei periodi più bui della sua storia recente: la fine della Rivoluzione Culturale che con la scusa di rottamare la cultura, la religione, gli usi e costumi e l’arte tradizionale cinese, nei fatti aveva visto episodi degni della politica del Terrore Giacobino: con Professori, Medici, Intellettuali, Artisti e Poeti di chiara fama, costretti a sfilare con cartelli infamanti al collo, cappelli con le orecchie d’asino, inseguiti dagli sputi, dai sassi e dagli slogan dei loro ex studenti. Questo ha azzerato un’intera classe di scienziati, intellettuali e artisti di grande valore, che tanto avrebbero potuto dare alla Repubblica Popolare Cinese, lasciando la rinascita della cultura cinese nelle mani della famigerata Banda dei 4, che, sopruso dopo sopruso, non appena morì Mao Zedond si vide mettere sotto arresto, processare e condannare. Il popolo cinese non dimentica nulla e sa che c’è sempre un prezzo da pagare per il male che si fa: è la legge del karma.

Ad ogni modo ricordiamo che i film in realtà sono disponibili in Cina da quasi ventanni, prima nel mercato nero dei VCD e DVD e poi distribuiti legalmente presso i negozi specializzati e le grandi catene commerciali. Nell’intenzioni della Disney, che oggi detiene i diritti sulla saga, le proiezioni dovrebbero preparare la strada per il reboot della serie in Cina.

Fonte | CinaOggi

 

Brano tratto dal film Addio mia concubina di Chen Kaige che mostra la pubblica umiliazione degli attori e tecnici del teatro tradizionale dell’Opera di Pechino da parte di aderenti alla Rivoluzione Culturale:

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